PAGINA.34

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A mia madre devo il mio rapporto con i tatuaggi.

Avevo circa 14anni,
frequentavo il primo anno di ragioneria e
riuscii con immensi sforzi (durati mesi)
a convincerla di potermi tatuare.

Camminavamo tenendo la strada a sinistra,
di lì a poco avremmo dovuto attraversare per entrare poi nello studio e
Mia madre,
che difficilmente si lascia andare con romanticismo a certi argomenti,
quel giorno lo fece.

Ad ogni tatuaggio bisogna dare un significato mi disse..
ed ora avevo bisogno di trovarne uno per quel mio primo tatuaggio.

timidamente allora,
durante quel breve tragitto,
nascondemmo dietro quella prima volta
una promessa.

Il disegno lo scegliemmo da un catalogo (all'epoca così funzionava)
e con adrenalina e dolore lo portai a termine su di me,
dentro me.

Oggi per i giudicanti quello è un tatuaggio che dovrei coprire o direttamente cancellare perchè esteticamente non sembra adeguato agli standard del resto che ho deciso di farmi disegnare per il corpo.
Ma non sanno.


Dopo qualche severa lezione provata sulla pelle,
ad ogni tatuaggio ho sempre dato un senso ricordando le parole di mia madre,
autorizzandolo a restare sotto pelle,
avanti ai miei occhi,
non per le forme
ma per la sua storia.


Questa è la visione
la ricerca del senso
del significato
che mi appaga.


se credo 
possa esserci bellezza senza interesse,
ma non possa esserci interesse senza bellezza.


riempiti di storia, 
e diventerai qualcosa di bello.





Così resisto all'immagine di me vecchio, 
con tatuaggi brutti e sbiaditi,

ma ricoperto di significato.





your arsenyco.

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