Ho maturato negli ultimi anni un’ insofferenza latente,
quella nei confronti di questo social (Instagram) che è cambiato
senza che io me ne accorgessi.
senza voler dire che poi forse, son cambiato io senza accorgermene.
Questo dubbio non scombina la situazione.
mi trovo qui senza capire,
goffamente scatto, digito e pubblico cose
che non mi sembrano più appartenere a questo universo virtuale.
Così mentre cerco un nuovo linguaggio per evitare fraintendimenti
rimango in silenzio ed osservo questo pianeta sempre più indipendente,
che propone venditori di sogni, malati di numeri ed intelligenze artificiali.
Quelli come me sono la generazione “porta”
tra il mondo analogico e quello digitale,
tra mondo della carne e quello dei numeri.
Permettetemi dunque di dire
che quel che sembrava favorire l’avvicinamento tra esseri umani
rischia ora di essere un processo verso l’astrazione,
in una direzione lontana dalla vita pratica e reale.
PRYSM è un set fotografico aperto al pubblico
(come tanti altri che ce ne sono stati e che ci saranno)
nati per denunciare che la vita
forse era meglio quando si svolgeva tra uno schiaffo, uno sputo ed una stretta di mano.
Ho sempre decantato la mia visione della fotografia come strumento, e
ad oggi è lo strumento che uso per tornare ad incrociare lo sguardo di voi altri
senza elaborazioni matematiche,
senza luce diretta,
senza pixel.
Con i rischi di un incontro fisico,
un trauma che stiamo smettendo di affrontare.
your arsenyco.
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